Montecassino


XXII canto Paradiso, vv. 37-42
 

Il riferimento a Montecassino è presente nel XXII canto del Paradiso, in cui Dante, accompagnato da Beatrice, incontra l’anima di San Benedetto nel Cielo di Saturno.
 
Benedetto nasce a Norcia, in Umbria, nel 480. All’età di quindici anni sente l’esigenza di allontanarsi dal mondo e si ritira per tre anni in una grotta a Subiaco. Qui fonda una dozzina di monasteri e vi resta fino al 529, anno in cui si reca a Montecassino, dove rimarrà fino alla sua morte.
 
Giunto con i suoi compagni a Montecassino, Benedetto prende facilmente possesso dell’acropoli pagana dell’antica Casinum, città a metà strada tra Napoli e Roma. Lì sorgevano diversi templi, che probabilmente versavano in uno stato di abbandono in seguito alle invasioni barbariche da parte dei Visigoti prima e dei Vandali poi.
 
Questi monaci trasformano l’antico tempio dedicato al culto del dio Apollo in un oratorio in nome di San Martino e sulla cima del Montecassino erigono un altro oratorio dedicato a San Giovanni Battista. Oltre all’opera di costruzione del loro monastero, che diverrà l’Abbazia di Montecassino, Benedetto e i suoi compagni si dedicano a prestare assistenza alla popolazione civile.
 
Nel monachesimo benedettino, infatti, il monaco non si distacca totalmente dalla vita terrena per vivere in completa solitudine, come prescriveva il monachesimo orientale, bensì unisce la preghiera al lavoro, ovvero la solitudine alle opere concrete. Fin dalla fondazione dell’Ordine, il lavoro riveste un ruolo importante nell’attività dei benedettini, che in parte operano nel monastero e in parte ne escono per inserirsi nel mondo.
 
A Montecassino Benedetto elabora la Regola, un insieme di prescrizioni suddivise in 73 capitoli.
 
Tali prescrizioni sono relative sia alle incombenze proprie della quotidianità monastica che agli aspetti più strettamente di carattere religioso. In particolare, i principi fondamentali della Regola sono: la povertà, l’obbedienza e una intensa attività combinata di preghiera e lavoro. Il motto Ora et labora”, (“Prega e lavora”) deriva proprio dalla Regola.
 
San Bendetto muore a Montecassino nel 547. Il suo corpo è sepolto all’interno dell’oratorio di San Giovanni Battista, accanto a quello della sorella Scolastica, anche lei santa.
 


Fonti:
De Vogüé A., “San Benedetto: l’uomo e l’opera”, Seregno, 2001
Arte e Fede in Ciociaria. Pellegrinaggi dell’Anno Santo 2000”, Subiaco (RM)
Farina F., “Oasi benedettine in Ciociaria: la Certosa di Trisulti, l’Abbazia di Casamari, l’Abbazia di
Montecassino
”, APT della Provincia di Frosinone, 1999
 

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