Anagni


L’Anagni ernica e romana

 

Secondo la leggenda, Anagni sarebbe stata fondata dal dio Saturno, come tutte le città che iniziano con la lettera “A”: Alatri, Arpino, Atina e Aquino. Prima lettera dell’alfabeto, la “A” simboleggiava la supremazia, la regalità e la potenza.
 
Saturno, dopo essere stato cacciato da Giove, si sarebbe rifugiato nel territorio del Lazio, regione d’Italia che da lui ha preso il nome proprio perché la divinità si era nascosta (lateo) in questa terra. Pertanto, questo territorio viene anche chiamato “Saturnia tellus” o “Saturnia arva”.
 
Al di là dell’aspetto mitologico, la reale storia di Anagni è strettamente legata a quella degli Ernici, popolazione la cui origine è poco nota e molto dibattuta.
 
Gli Ernici si insediano nella Valle del Sacco dopo giorni di peregrinazioni, intenzionati a trovare una terra dove stabilirsi per sempre. Attratti dalla fertilità e dalla fisionomia del territorio, essi fondano qui i centri di Anagni, Ferentino, Alatri e Veroli, riunendosi in una confederazione politica e religiosa: la Lega Ernica, (VI secolo).
 
Anagni, l’antica Anagnia, diviene la capitale della confederazione ernica, nonché il suo centro politico e religioso. I rapporti di Anagni con Roma inizialmente sono pacifici, in quanto Ernici e Romani temevano entrambi il vicino popolo dei Volsci.
 
Nel 486 a.C. Ernici, Romani e Latini stringono una alleanza militare e difensiva. Tuttavia, la potenza di Roma si fa sempre più grande e Anagni si ribellerà più volte, approfittando degli scontri che tenevano impegnata la città con i Sabelli e i Galli.
 
Gli Ernici sono sconfitti definitivamente e la loro capitale viene ridotta a una civitas sine suffragio, senza diritto di voto, la cui politica estera era decisa da Roma. Anagni otterrà il diritto di voto solo più tardi.
 
La caduta di Anagni comporta il declino della civiltà ernica, privata del suo punto di riferimento. La città verrà sfruttata da Roma e diventerà luogo di villeggiatura grazie al suo clima fresco e salubre. Per Anagni sono transitati diversi uomini illustri, quali Cicerone, Marco Aurelio, Caracalla e Pompeo Magno.
 
 

La rinascita di Anagni

 
La rinascita di Anagni giunge dopo l’anno Mille grazie all’opera del vescovo Pietro da Salerno, che riorganizza l’amministrazione politica e religiosa e avvia la costruzione della cattedrale.
 
La città sarà scelta da più di venti papi come dimora abituale, sia per la sua lontananza dagli intrighi romani che per la sicurezza infusa dalla sua cerchia di mura. Inoltre, la grande cattedrale era adatta alle cerimonie officiate dal papa.
 
Il primo pontefice che opta per questa città come suo luogo di soggiorno è Alessandro II nel 1061, cui seguiranno: Gregorio VII, Urbano II, Pasquale II, Anacleto II, Callisto II, Eugenio III, Adriano IV, unico papa inglese, e Alessandro III.
 
Durante il pontificato di Alessandro III, due eventi importanti segnano il ritorno in auge di Anagni e portano a una rinascita dal punto di vista demografico e urbanistico; si tratta della scomunica contro Federico Barbarossa nel 1160, alla presenza di sedici cardinali, e della beatificazione di Bernardo di Chiaravalle nel 1174.
 
Alessandro III è uno dei rappresentanti più significativi del periodo storico caratterizzato dalla teocrazia papale; iniziata con Gregorio VII, questa forma di potere continuerà ad affermarsi sotto altri due papi anagnini, Innocenzo III e Gregorio IX, fino a raggiungere l’apice con il pontificato di Bonifacio VIII.
 
 

Il periodo aureo: i papi anagnini

 
Il periodo d’oro per Anagni si manifesta con il pontificato di quattro papi anagnini: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII. Durante questi anni, la città di Anagni fa da sfondo a eventi molto importanti per il papato e per la storia, destando l’attenzione del mondo intero.
 
Innocenzo III è un uomo di sani principi morali e di grandi capacità politiche e diplomatiche. Egli rende l’Europa un feudo di Roma, facendo leva sulla sua acuta intelligenza, la sua tenacia e il profondo senso di giustizia che lo rendono uno dei più grandi pontefici della storia. È il tutore di Federico II, promuove la IV crociata in Terrasanta e sotto il suo pontificato è approvata la regola dell’ordine francescano.
 
L’opera di Innocenzo III è portata avanti da Gregorio IX. Implacabile avversario di Federico II di Svevia, lo scomunica dalla cattedrale di Anagni per essersi ritirato poco dopo essere partito per Gerusalemme. Gregorio IX è protettore e amico di San Francesco, che canonizza nel 1228, due anni dopo la morte; ugualmente, il papa aiuta e protegge l’ordine dei domenicani e canonizza il loro fondatore, San Domenico.
 
Alessandro IV è un uomo mite e pacifico, che incoraggia la diffusione della cultura ad Anagni, più che la guerra e il potere. Come i suoi predecessori, è difensore dell’ordine francescano e domenicano. Nominato cardinale protettore dell’ordine francescano prima di diventare papa, conosceva personalmente Chiara d’Assisi, che canonizza nella cattedrale di Anagni nel 1255.
 
Bonifacio VIII, di nome Benedetto Caetani, è il più famoso dei papi anagnini. Nipote di Alessandro IV, nasce ad Anagni da una famiglia di piccola nobiltà di campagna; inizia la sua carriera ecclesiastica nel 1264 come Canonico, prima a Parigi e Lione, in seguito a Roma e infine ad Anagni.
 
L’esperienza nella curia romana gli permette di acquisire una grande cultura giuridica, soprattutto in merito di diritto canonico. Durante la sua carriera curiale, Benedetto diventa: avvocato concistoriale, notaio, cancelliere e cardinale; in seguito è nominato cardinale prete di San Martino ai Monti.
 
Alla morte di Niccolò IV, nel 1292, il concistoro nomina a sorpresa l’eremita Pietro da Morrone, che diventa pontefice con il nome di Celestino V. Durante il suo breve pontificato, di circa cinque mesi, Celestino V avrà diversi ripensamenti, che culmineranno con la sua rinuncia, letta in concistoro nel 1294; egli finirà i suoi giorni nella rocca di Fumone, feudo dei Caetani, tra Anagni e Alatri.
 
Undici giorni dopo la rinuncia di Celestino V, il 13 dicembre 1294, gli succede Bonifacio VIII. A questi è legato l’episodio dello “Schiaffo di Anagni”, che segna il tramonto della ierocrazia papale.
 
 
Fonti:

Capperucci R.M., “Anagni, arte e storia”, Tipografia Bianchini, Frosinone, 1999
Proia N., “Anagni memorabile. Storia di una Città”, Tipografia Achille, Anagni, 2005
Città fortificate: Alatri, Anagni, Ferentino, Veroli”, Arti Grafiche Tofani, Alatri

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