I monumenti di Alatri


Il Centro Storico

Racchiuso dalle mura urbiche, sulla sommità di un alto colle, il centro storico di Alatri ricalca ancora oggi il complesso e suggestivo impianto della città antica.

L’intera area è caratterizzata da un intricato dedalo viario, con nobili vie medioevali e vicoli pittoreschi che dalle porte cittadine conducono in salita all’imponente rocca dell’Acropoli. Quest’ultima costituisce il centro geografico della città, il nucleo sopraelevato (Civitas nova) attorno al quale gravita l’abitato sottostante (Civitas vetus).

La Collegiata di Santa Maria Maggiore

Sorta intorno al V secolo e ampliata in epoca romanica, deve l’attuale aspetto alle radicali trasformazioni subite nel XIII secolo ad opera di maestranze borgognone. Ad esse si deve il nitido disegno della facciata monocuspidata, con le tre porte di accesso e l’originalissimo traforo del rosone, riccamente decorato attraverso il costante ricorso al motivo trilobo.

L’interno, severo ed essenziale, tripartito da una doppia fila di massicci pilastri su cui si alternano colonne semicircolari, ospita pregevoli esemplari di arte medioevale e rinascimentale.
La Madonna di Costantinopoli: capolavoro dell’arte romanica risalente al XIII secolo, completato da figurazioni policrome della vita di Cristo e della Vergine, elaborate secondo un itinerario figurativo tipicamente bizantino.
Il Trittico del Redentore: lavoro autografo di Antonio da Alatri raffigurante Cristo benedicente, la Vergine col Bambino e S. Sebastiano, dipinto alla metà del XV sec. con accenti cari all’arte tardogotica di Gentile da Fabriano.
Il Fonte battesimale: frammento scultoreo raffigurante tre telamoni, modellato nel XIII secolo per sorreggere una colonna candelabro e trasformato successivamente in fonte con l’aggiunta del catino sovrastante.

La Fontana Pia

Realizzata nel 1870 su progetto dell’architetto Giuseppe Olivieri fu dedicata a Pio IX in segno di riconoscenza per il cospicuo contributo finanziario elargito alla Città per la costruzione di un nuovo acquedotto. Al progetto dello stesso architetto appartengono la fontana di Porta S. Pietro e la fontana Antonini.

La Chiesa degli Scolopi

L’edificio di puro impianto settecentesco fu costruito fra il 1734 e il 1745 su progetto dell’architetto Benedetto Margariti da Manduria e dedicato allo Sposalizio della Vergine. Il disegno della facciata, così come quello della pianta a croce greca, scaturisce da un’originale semplificazione di temi tipicamente borrominiani.

La flessuosa linearità della fabbrica è completata all’interno da dipinti del pittore veneto Benedetto Mora e di Carmine Spinetti.

Il Palazzo Conti Gentili

La Chiesa di Santo Stefano

Edificata intorno al Mille e ristrutturata completamente nel 1284 dal cardinale Gottifredo di Alatri, fu nel 1586 privata della navata di sinistra in seguito alla costruzione dell’attiguo monastero dell’Annunziata.

Infine, rimaneggiamenti sei-settecenteschi ne alterarono irrimediabilmente la fabbrica, preservando solamente il bellissimo portale trilobato e il leone crocigero della cuspide.
All’interno, particolare interesse riveste la settecentesca Vocazione di Matteo dipinta da Filippo Palazzetti.

La Chiesa di San Francesco

Eretta, insieme al vicino convento, dall’ordine francescano nella seconda metà del Duecento conserva ancora oggi, sostanzialmente inalterata, la sola alta fronte con portale archiacuto e rosone a colonnine radiali.

L’interno, trasformato in epoca barocca, preserva oltre ad una ricca suppellettile lignea, una pregevole Deposizione di scuola napoletana del Seicento e la preziosa reliquia del mantello di S. Francesco d’Assisi, donato dal Santo alla Città nel 1222.
A ridosso del Chiostro conventuale è visibile il misterioso affresco del Cristo nel Labirinto, pervaso da arcani significati magico-religiosi che lo rendono incomparabile con altri esemplari della coeva pittura tardo medioevale.

Il Palazzo Gottifredo

L’Acropoli

Costruzione ciclopica di epoca preromana, rappresenta, insieme alla cinta urbana, il monumento più antico e celebrato della città. La sua ardita struttura di contenimento, caratterizzata da possenti muraglie in opera poligonale, racchiude una vasta area sopraelevata (19.000 mq) posta al centro dell’abitato cittadino. Per la posizione dominante e per l’assoluta inaccessibilità del luogo, l’Acropoli ha svolto fin dalle origini la duplice funzione di spazio sacro e di presidio difensivo, divenendo alternativamente sede di antichi riti religiosi ed ultimo rifugio della popolazione sottostante.

Oltre al paramento murario, già di per sé sorprendente per la grandezza dei massi impiegati e per l’elevazione raggiunta, degne di ammirazione sono le due porte di accesso: la Porta Maggiore ubicata sul lato meridionale con architrave monolitico di straordinarie dimensioni e la Porta Minore, sormontata da tre figure falliche – simboli di fertilità – e munita all’interno di un angusto corridoio ascendente che negli equinozi viene completamente penetrato dal sole.
Non lontano dalle due porte sono visibili, rispettivamente, tre antichissime nicchie e i resti del portico dell’Acropoli fatto costruire dal censore Lucio Betilieno Varo nel II secolo a.C.

La Cattedrale di San Paolo

Sull’Acropoli, al di sopra di un antico ierone, sorge la cattedrale di San Paolo con l’attiguo Vescovado. Entrambi gli edifici, di origine altomedioevale, si presentano attualmente con le forme assunte nel corso del XVIII secolo, in seguito a consistenti ristrutturazioni che culminarono con la costruzione di una nuova fronte progettata da Jacopo Subleyras.

L’interno a tre navate con presbiterio rialzato conserva, tra l’altro, preziosi reperti cosmateschi del 1222 e la celebre reliquia dell’Ostia Incarnata: una particola eucaristica divenuta miracolosamente carne umana tra la fine del 1227 e gli inizi dell’anno successivo.

La Chiesa di San Silvestro

Costruita ad una sola navata alla fine del X secolo, fu ampliata nel 1331 con l’aggiunta della nave di sinistra. La garbata semplicità dell’edificio, già espressa dalla facciata in pietra concia, è mantenuta con coerenza all’interno, sovrastato da capriate lignee e parzialmente ricoperto da affreschi, tra i quali spicca un bellissimo San Silvestro con il drago risalente al XII secolo.

Degna di ammirazione è anche la cripta sottostante del IX secolo, con volta a crociera sorretta da tozze colonne monolitiche.

La Cinta urbana

Innalzata sulla viva roccia del colle, assecondando l’orografia del terreno, ostenta ancora oggi, a distanza di molti secoli, tutta l’imponenza e la solidità costruttiva tipiche dell’antica architettura ciclopica. Nel medioevo, la sua struttura fu ulteriormente irrobustita con la costruzione di alti torrioni, posti a controllo e a difesa della zona circostante.

Ma il carattere dichiaratamente difensivo di questa costruzione si avverte con più vigore nelle cinque porte di accesso, disposte strategicamente lungo tutto il circuito murario: ad Ovest porta S. Francesco e porta S. Benedetto, ad Est porta S. Nicola, e, infine, a Nord porta Portati e porta S. Pietro.


 

Testo e immagini: “Aletrium”, di Mario Ritarossi, Tofani Editore

 

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